mondo globale

 

Dentro il mondo globale ci stiamo tutti, belli e brutti ! (la rima è una licenza poetica)

Ti ricordi quando il riso di qualità costava almeno 5 euro al chili? almeno almeno… perché a cinque euro trovavi del “carnaroli” in super offerta…. ma non è passato mica tanto tempo da allora… solo qualche anno.

Forse a frugare nella nostra memoria di anziani ci resta ancora qualche fotogramma di “riso amaro” e il ricordo delle “mondine” ossia di quelle braccianti assunte a giornata e senza voucher che, standosene dentro l’acqua da mattina a sera, trapiantavano le piante di riso e toglievano le infestenti ad una ad una. Schiena piegata tutto il giorno, acqua bella fresca, paga da fame, ritmi da fuori di testa…

Oggi al supermercato due chili di carnaroli te li porti via a  tre euro.

Perché questo è il progresso, mio caro…Questa è la globalizzazione!

Ossia questo è quello che appare. Intanto siamo necessariamente irretiti dal prezzo. Non ci resisti.. lo devi prendere a tutti i costi perché un offerta così non si può rifiutare.

guardiamo dietro al prezzo?

intanto le “mondine” non esistono più! ( e questo è sicuramente un bene!) perché sono cambiate le tecniche di coltivazione… e poi le ultime innovazioni riguardano il fatto che i campi non si allagano più …il riso ha smesso di svilupparsi nell’acqua e preferisce crescere semplicemente sulla terra asciutta: è bastato convincerlo con un ragionamento di semplice economia… meno manodopera impiegata,. meno costi di produzione, meno fatica e più redditività per le imprese produttrici..Il riso è ragionevole e si è adeguato di buon grado. O  no?

Io lo scorso anno ci sono stato in Lomellina. E invito tutti i viaggiatori e gli scopritori di bellezze a fare un giro in quell’angolo d’ Italia perché è veramente sorprendente. Non ci stanno molte infrastrutture turistiche… le osterie dove mangiare bene però si trovano ancora ed è un incredibile ritorno agli anni ‘ ‘ ’50 del 900. Nella mia memoria le osterie dove si andava a mangiare una o due volte all’anno con tutti i parenti erano proprio così… semplici.. disadorne, con profumi profondi e persistenti… con un menu semplice semplice… tagliatelle (fatte in casa) condita o con ragù o pomodoro, risotto di funghi, pasticcio di lasagne, tortelli… e di secondo pollo arrosto, braciola, arrosto di vitello…

La Lomellina mi ha colpito per la sua  piattezza, i campi sconfinati di riso, le strade strette lunghe e diritte che corrono a perdita d’occhio… e all’improvviso qualche resto di antiche civiltà che passano senza soluzione di continuità  dai longobardi fimo ai grandi casali  dove si lavorava il riso..

Il carnaroli, là, costa ancora sei euro al chili Però anche là conoscono la globalizzazione… che si chiama concorrenza spietata, piccole aziende in crisi, grande accentramento delle terre sostanzialmente in due soli gruppi commerciali, disoccupazione e crisi, crisi, crisi….

Alcuni dati: noi importiamo il 22% del riso dal Vietnam e dalla Thailandia. Ovviamente non troverete mai un sacchetto di riso con su scritti “made in Vietnam” perché qui da noi tutto si trasforma in “made in Italy”. Quello importato è riso di bassa qualità soprattutto perché ricco di residui tossici di anticrittogamici e ricco di aflatossine (ossia di quelle muffe che investano i cereali trattati male e conservati peggio…)

Complessivamente ci sono stati quest’anno 12 allarmi sanitari dovuti alla scarsa qualità del riso importato, con relativi sequestri di prodotto in parte già immesso sul mercato.

E’ sempre più difficile anche difendersi da questa globalizzazione che sempre di più sembra minacciare tempesta…..

 

Immagine di copertina: Riso Amaro – Giuseppe De Santis

 

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