prezzi pazzi

non è l’annuncio di una campagna di pubblicità, ma i prezzi sono impazziti. Nel senso che il Coronavirus agisce da catalizzatore di una rituale e costante prassi del mercato dei prodotti agricoli. Da un lato si abbassano i prezzi di frutta e verdura che i produttori incassano e dall’altro gli stessi prodotti subiscono un aumento di valore una volta messi in vendita al mercato al minuto..

Strano! Eppure funziona proprio così. Complessivamente si è avuto un incremento del prezzo al dettaglio della frutta pari all’8% , mente la verdura è cresciuta “solo” del 5% (dati Coldiretti) mentre, in compenso i produttori subiscono un decremento medio del 3%. Cioè la grande distribuzione paga complessivamente di meno ed incassa di più.

Mi capita spesso di ascoltare la voce di qualche ottimista… di quelli che raccontano di una opportunità meravigliosa che ci viene come conseguenza del Coronavirus… La crisi come opportunità. Certooo! E’ del tutto evidente anche al più sprovveduto cittadino che la pandemia ha messo profondamente in crisi il nostro sistema di produzione, i nostri rapporti economici, il nostro dissennato uso del territorio, la nostra follia nel perseguire il riscaldamento climatico. Ora non abbiamo più scuse. Ora è tutto chiaro a tutti!

Ecco! a posto: stabilito questo possiamo riprendere la nostra marcia folle. Avanti a tutto gas che c’è da rimettere in piedi il sistema produttivo, rilanciare l’automobile, l’edilizia, le opere pubbliche, la produzione di armi, il consumo x il consumo, lo sfruttamento del suolo e del territorio, l’inquinamento avanti che la parola d’ordine è : prima di tutto la ripresa!

LA contraddizione tra la necessità di una ripresa produttiva e dei consumi e il rispetto dell’ambiente e la lotta all’emergenza climatica non si risolverà (ammesso che sia risolvibile “pacificamente”) certo nei tempi brevi… ma questo dovrà implicare, necessariamente uno sforzo di consapevolezza e di opposizione da parte delle persone dotate di buona volontà e mosse da un desiderio vitale di rispettare l’ambiente e di modificare il punto di vista antropocentrico che contraddistingue il nostro processo storico. Ci siamo messi al centro del mondo, ma abbiamo creato un bel disastro! Forse è meglio cambiare prospettiva!

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