grano antico e grano moderno – 7

Nel post precedente ho fatto due conti sulla redditività del grano conferito ad un qualsivoglia consorzio: 15 euro a quintale! se coltivi biologico certificato ci puoi aggiungere un 20% in più… ma di solito produci meno.. non arrivi di certo alle 9 tonnellate ad ettaro. Diciamo che puoi arrivare a 5/6 tonnellate.

se invece sei furbo, e ti affidi a grani cosiddetti antichi, quali il gentil rosso, la saragolla, il korason, il senatore cappelli, allora ti devi accontentare al massimo ai 30 quintali per ettaro, ma più facilmente raggiungi i 15 quintali. Lavori con un margine di perdita di tutto rispetto. E’ il mondo rovesciato dove la qualità è inversamente proporzionale alla remunerabilità.

E qua casca l’asino!

il confronto tra l’antico e il moderno non ha storia.

Forse sbagliamo i termini del confronto. Io per esempio sono “antico” per un fatto di età, ma non per questo sono meglio di un qualsiasi giovane. L’antico non mi pare un valore in sé. Anzi. Pensare di contrapporre l’antico al moderno con negli occhi e nella testa il rimpianto per i bei tempi che furono denota solo una scarsa conoscenza della storia. Forse sarebbe più interessante contrapporre un buon prodotto con un prodotto di minor qualità. Cioè il grano moderno, figlio delle modificazioni del sistema di coltivazione grazie alle tonnellate e tonnellate di concimi chimici, di dissecanti, di fungicidi, di insetticidi e di selezioni di sementi a loro volta trattate con radiazioni e sostanze chimiche, è di qualità peggiore. Che lo si voglia o no questo è il punto!

Noi che coltiviamo il grano “antico” non siamo dei retrogradi, anzi! Non usiamo i buoi per arare il terreno, non rifiutiamo le seminatrici meccaniche o qualsivoglia macchina che possa aiutarci nel nostro lavoro. Abbiamo, tutti, la segreta ambizione di trovare un sistema che non incida negativamente sulla natura, non crei disequilibri o danni all’ambiente, non sia nocivo per uomini animali e vegetali, non inquini acqua e aria, e che allo stesso tempo porti sulle nostre tavole cibi sani e alla portata di tutti…. questa è la nostra sfida. Esiste anche la consapevolezza che l’attuale sistema produttivo permette di sfamare una umanità enorme. Per contro produce danni di grande portata. Se dovessimo produrre solo cibo di qualità rispettando la natura e la salute di tutti i viventi del globo, penso che ce la vedremmo piuttosto brutta.

mi sto ingarbugliando.

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